24 agosto 2026 · 09:56
Irene
Semplicemente Irene
L’estate mette allegria, è sinonimo di vacanza e di divertimento. Ma per chi come me è una madre definita “guerriera” o “combattente delle speranze disattese”, le cose vanno diversamente: siamo elevate da una società ipocrita e poi relegate puntualmente alla solita routine, perché questa battaglia si combatte da sole.
Ogni caregiver vive la propria realtà accanto al figlio, al coniuge o a un familiare. Si finisce per rimanere intrappolati nel ruolo di cura perché intorno si crea un deserto di dispatia e indifferenza generale. Così l’estate perde il suo significato allegorico, lasciando soltanto la speranza celata di poter trovare un momento di respiro.
Non so cosa riesca a cogliere chi legge le mie parole, ma non vorrei essere fraintesa: scrivo le mie emozioni di pancia, senza filtri. Dai miei lettori vorrei una sola cosa: che non provassero mai — e dico mai — pietà verso chi è un caregiver. Chiedo piuttosto empatia, un termine caduto in disuso ma così indispensabile nelle nostre vite.
Io cerco la leggerezza, mentre vedo come osservate mio figlio: quasi fosse una creatura mitologica, fragile ma al tempo stesso da temere. Se solo i vostri sguardi andassero oltre. Ho sempre amato profondamente l’arte perché offre infinite prospettive, e noi abbiamo bisogno proprio di questo: cambiare prospettiva ed educare alla disabilità.
Un disabile e il suo caregiver non sono persone straordinarie, pioniere di una forza colossale o di una natura aliena. Vorrei solo che vedeste la nostra esistenza per quella che è: una semplice, apparente normalità.
Fortunatamente ci sono persone che, con naturalezza, sanno guardare oltre. Notano che, al di là dell’etichetta di “caregiver”, c’è Irene: una persona, una donna. Mentre ero al mare dalla mia amica Roberta, ho conosciuto le nostre vicine d’ombrellone, Francesca e Federica. Da quell’incontro abbiamo iniziato a parlare come se ci conoscessimo da sempre. Fare amicizia con persone nuove sembra facile, ma non lo è; loro, invece, hanno colto il mio essere madre e contemporaneamente il mio essere una ragazza che ama gli aperitivi al tramonto. Il tempo è volato ed è arrivata la sera. Basta davvero poco per stare bene: loro hanno visto semplicemente Roberta e Irene, e nient’altro. Ed è questa la vera leggerezza di cui abbiamo bisogno.
Irene
